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Vince Trump. Ora viene il bello

9 novembre 2016 | Karen Dunn Kelley, SMD Invesco US e Luca Tobagi, Product Director Italia

Si conclude una delle campagne elettorali più tumultuose della storia USA: vince Donald Trump e i repubblicani controllano Senato e Camera dei Rappresentanti. Anche se ora conosciamo il vincitore, non possiamo prevedere i prossimi cambiamenti politici.

 

di Karen Dunn Kelley, SMD Invesco US

L’arte del “possibile” e i suoi piani diabolici
Come sappiamo, la politica è l'arte del possibile. Il programma del presidente eletto Trump si è dimostrato ambizioso già nel corso della campagna elettorale. Tuttavia, anche se lavorerà insieme a un Parlamento repubblicano, non è affatto detto che il neo-presidente riesca a ottenere il supporto necessario a portare avanti le riforme radicali proposte in molti settori, tra cui l'immigrazione, il commercio, la sanità, l'energia, le imposte sulle persone fisiche e giuridiche e le normative finanziarie. A tal proposito, vale la pena ricordare quanto Donald Trump sia un repubblicano fuori dagli schemi e come durante la sua campagna elettorale abbia più volte dissentito con le opinioni di colleghi senior all’interno del suo partito.

Visto il fragile rapporto che Trump ha con alcuni colleghi del suo partito al Parlamento, molto dipenderà dalle priorità che l'amministrazione Trump assegnerà ai diversi obiettivi politici, dal capitale politico necessario per raggiungerli e, cosa probabilmente più importante, dalle persone incaricate di attuare le politiche. Inoltre, l'opinione pubblica potrebbe cambiare direzione non appena verranno a galla i dettagli delle proposte fatte durante la campagna elettorale, come l'abrogazione o la modifica all'Affordable Care Act, cioè la riforma della sanità. In qualsiasi caso, appare improbabile che il presidente eletto Trump riesca a mettere in atto i cambiamenti proposti senza scendere a patti con i democratici al Parlamento e con l'ala più tradizionalista del suo partito, per non parlare del fatto che i democratici di certo si opporranno a molte delle sue proposte. E malgrado possa avere maggior margine di manovra riguardo ai cambiamenti amministrativi, Trump potrebbe decidere di muoversi comunque con cautela così da ottenere il supporto che gli serve al Parlamento per portare avanti riforme di più ampio respiro. Detto ciò, potrebbero esserci opportunità di compromesso in alcune aree. Ad esempio, esponenti di entrambi i partiti hanno riconosciuto la necessità di ricostruire e migliorare le infrastrutture ormai obsolete, come strade, ponti ed elettrodotti. Sembra esserci anche un certo consenso sulla riduzione delle tasse sulle persone giuridiche e delle lacune esistenti in materia.

Se da un lato lo stallo politico degli ultimi anni è stata una fonte di frustrazione per gli elettori USA, dall'altro la sua relativa prevedibilità può rassicurare i mercati. Vista l'incertezza politica suscitata dall'esito di queste elezioni, non saremmo sorpresi nell'assistere a un aumento della volatilità nelle prossime settimane. Tuttavia, a nostro parere potrebbe svanire a breve non appena i mercati assumeranno una politica di attesa, metabolizzando le scelte della nuova amministrazione sulle sue future politiche e valutando la probabilità della loro implementazione. La reazione dei mercati dopo l'esito a sorpresa del referendum sulla Brexit può rappresentare a tal proposito un utile parametro di riferimento.

Conclusioni
I professionisti dell'investimento di Invesco, in qualità di investitori ad alta convinzione che operano su ottiche di lungo periodo, non cambiano il loro processo o la loro filosofia a seconda degli esiti di un'elezione o di altri eventi a breve termine. Dal nostro punto di vista, l'approccio migliore agli investimenti rimane valido a prescindere dal partito che vince le elezioni: l'importante è farsi supportare da un consulente finanziario per costruire un portafoglio diversificato1 in grado di soddisfare le proprie esigenze a lungo termine, e rimanere fedeli ai propri obiettivi nel corso del tempo. L'idea è di aggiornare il piano quando mutano le esigenze, ma di non abbandonare l'investimento a causa della volatilità di mercato: dopo tutto, spesso la volatilità offre agli investitori l'opportunità di acquistare titoli di qualità a prezzi inferiori.

1La diversificazione non garantisce un utile, nè elimina il rischio di perdite. In generale i valori delle azioni sono soggetti a fluttuazioni, talvolta ampie, in funzione di attività specifiche per una società, nonchè delle condizioni generali di mercato, economiche e politiche

Anche se non cambieremo il nostro approccio a seguito degli eventi politici, continueremo a seguire con attenzione cosa accadrà a Washington nei prossimi mesi e valuteremo le possibili implicazioni degli obiettivi politici della nuova amministrazione sull'economia USA, sui mercati internazionali in generale e su alcuni settori del mercato in particolare.

Per affrontare eventuali turbolenze, concentriamoci su ciò che sappiamo

di Luca Tobagi, Product Director Italia

Dopo una campagna combattuta senza esclusione di colpi, le elezioni ci hanno consegnato il nuovo Presidente degli Stati Uniti: Donald Trump. Molto è stato scritto e detto per capire se e quanto Trump possa rappresentare un rischio, per la stabilità politica ed economica mondiale, e una forte discontinuità, secondo molti destinata a riverberarsi in modo negativo sui mercati finanziari. Bisognerà anche vedere quante e quali delle idee che il neopresidente ha proposto in campagna elettorale potranno essere attuate, con la nuova composizione del Congresso, soprattutto considerando che la figura di Trump ha diviso anche le schiere dei Repubblicani.

Come sempre, la realtà potrà essere diversa dalle aspettative ed è per questo che, nella politica come sui mercati, dobbiamo evitare di farci attrarre dal fascino di conclusioni troppo rapide e scontate.

Ma se molti degli effetti della scelta dei cittadini americani avranno bisogno di tempi lunghi per dispiegarsi, i mercati reagiranno anche su orizzonti temporali più brevi. È quindi giusto concentrarci su alcuni elementi che già conosciamo e che possono aiutarci ad affrontare e attraversare eventuali turbolenze dei mercati.

Le elezioni presidenziali USA si sono spesso accompagnate a un aumento della volatilità azionaria, in particolare quando il partito dell’inquilino della Casa Bianca è cambiato. La volatilità2 azionaria aumenta quando il mercato scende. Con gli indici di mercato USA che hanno toccato in settembre i nuovi massimi storici, una correzione potrebbe essere nelle carte. Vediamo come il 2016 si presenta rispetto alle presidenziali dal 1992 in avanti. Queste sei campagne hanno visto tre conferme del partito (e del presidente) uscente e tre cambiamenti.

2La volatilità è un indicatore che misura l'incertezza o la variabilità del rendimento di un'attività finanziaria

Se guardiamo come si è mossa la volatilità dell’azionario USA in prossimità delle elezioni (dal 1 agosto al 31 dicembre dell’anno in cui si vota), il 2016 è stato molto allineato alla media storica fino al fine settimana pre elettorale, poi la volatilità si è impennata con l’aumento delle probabilità di vittoria di Trump.

Graf. 1: volatilità dell’S&P 500 da 3 mesi prima delle elezioni presidenziali: 2016 vs media 2002-2012

Graf. 1: volatilità dell’S&P 500 da 3 mesi prima delle elezioni presidenziali: 2016 vs media 2002-2012

Fonte: Bloomberg, dati storici aggiornati al 6/11/2016.

La politica sembrerebbe avere già dato il grosso del proprio contributo ai movimenti di mercato. Ma le medie non dicono tutto: la volatilità è aumentata molto di più quando il partito del Presidente è cambiato. A oggi, il 2016 ha una volatilità che è ancora il 10% circa sotto i massimi della media di tali anni e l’ultimo picco prima della discesa si potrebbe collocare, come già avvenuto in passato, pochi giorni dopo le elezioni. Ricordiamo che la volatilità aumenta quando il mercato azionario scende e viceversa. L’S&P 500, al 4 novembre è calato per nove giorni consecutivi -cosa che non accadeva dal 1980- anche se la perdita è stata molto modesta rispetto a quanto fu allora. Portato nel contesto odierno: il mercato potrebbe avere in parte anticipato la vittoria di Trump, e, se si comportasse come in passato, potremmo vedere una correzione severa della durata di un paio di settimane circa e poi un rally di fine anno, associato a un calo della volatilità.

Graf. 2: volatilità dell’S&P 500 da 3 mesi prima delle elezioni presidenziali: 2016 vs media anni in cui il partito del Presidente è cambiato

Graf. 2: volatilità dell’S&P 500 da 3 mesi prima delle elezioni presidenziali: 2016 vs media anni in cui il partito del Presidente è cambiato

Fonte: Bloomberg, dati storici aggiornati al 6/11/2016.

Questo scenario, peraltro, sarebbe molto simile a quanto si è verificato in Gran Bretagna dopo lo scossone politico della Brexit: una violenta correzione nel breve seguita da un imponente rialzo azionario nei mesi successivi. Da un punto di vista di volatilità, il grafico è il seguente:

Graf. 3: volatilità dell’S&P 500 da 3 mesi prima delle elezioni presidenziali 2016 e dell’indice UK FTSE 100 da 3 mesi prima del voto per la Brexit

Graf. 3: volatilità dell’S&P 500 da 3 mesi prima delle elezioni presidenziali 2016 e dell’indice UK FTSE 100 da 3 mesi prima del voto per la Brexit

Fonte: Bloomberg, dati storici aggiornati al 6/11/2016.

Negli ultimi 30 anni i precedenti in queste situazioni sono a favore del mercato azionario USA, i cui ritorni a 12 mesi dalle elezioni sono quasi sempre stati positivi, con una sola eccezione, indipendentemente dalla reazione di brevissimo periodo, il giorno dopo il voto.

Graf. 4: Performance dell’S&P 500 un giorno dopo e 12 mesi dopo le elezioni presidenziali.

Graf. 4: performance dell’S&P 500 un giorno dopo e 12 mesi dopo le elezioni presidenziali

Fonte: Bloomberg, dati storici aggiornati al 6/11/2016.
Le performance passate non sono indicative di rendimenti futuri.

È improbabile che la storia si ripeta, ma può offrirci punti di riferimento estremamente utili a interpretare il contesto. In ogni situazione di turbolenza possono annidarsi rischi inattesi, ma possono presentarsi anche opportunità. Mantenere un atteggiamento attento ed equilibrato, che cerca di comprendere gli eventi, anche di breve termine, senza lasciarsene condizionare troppo, è il modo migliore per coglierle.

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La pubblicazione ha carattere meramente informativo. Non contiene offerte, inviti a offrire o messaggi promozionali, rivolti al pubblico o a clienti al dettaglio, finalizzati alla vendita o alla sottoscrizione di prodotti finanziari.

Le opinioni espresse da Karen Dunn Kelley e Luca Tobagi si basano sulle attuali condizioni di mercato e possono subire modifiche senza preavviso. Tali opinioni possono differire rispetto a quelle fornite da altri professionisti dell’investimento di Invesco. Il documento può contenere informazioni non riferite a dati storici, ovvero anticipazioni, tra cui previsioni e proiezioni. Sono basate su supposizioni, alcune delle quali sono riportate nel documento. Gli eventi reali sono difficili da prevedere e possono largamente differire dalle previsioni. Tutte le proiezioni qui descritte si basano su informazioni disponibili alla data odierna; Invesco declina la responsabilità di aggiornamento. Non vi è alcuna certezza che le proiezioni e le anticipazioni descritte si verifichino

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