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Aggiornamento mensile sui mercati - Ottobre

14 ottobre 2016 | Invesco

Global Market Commentary

Invesco condivide il proprio punto di vista sull'andamento dei principali mercati mondiali.

Per gran parte del mese di settembre, l'incertezza dei mercati in merito all'indirizzo delle politiche monetarie globali ha gravato sulle attività di negoziazione. Nonostante a settembre le principali banche centrali dei mercati sviluppati, in particolare la Federal Reserve (Fed), si siano dimostrate riluttanti ad aumentare i tassi d'interesse (a causa delle preoccupazioni per un rallentamento della crescita globale e dell'incremento della volatilità dei mercati finanziari), le prospettive di un perdurante allentamento monetario, il miglioramento dei prezzi delle materie prime e gli incoraggianti dati economici cinesi hanno rafforzato il sentiment di mercato. A settembre, l'Indice MSCI AC World è salito dell'1,97%1; alcuni dei rendimenti più consistenti sono stati generati dal settore dell'energia in quanto l'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC) ha concordato, per la prima volta dal 2008, un tetto alla produzione.

All'inizio di settembre, le ipotesi in merito all'indirizzo e alla frequenza dei rialzi dei tassi d'interesse USA, in combinazione con i deludenti dati economici core USA comunicati per agosto, hanno alimentato l'apprensione degli investitori. Verso la fine del mese, il nervosismo circa l'imminente stagione degli utili societari e l'incertezza gravante sull'esito del testa a testa tra i candidati alla presidenza degli Stati Uniti, hanno ulteriormente accentuato la volatilità del mercato. Nonostante le oscillazioni dei mercati azionari tra guadagni e perdite settimanali, l'Indice S&P 500 ha continuato la serie di rendimenti mensili positivi. A settembre, è rimasto sostanzialmente invariato in valuta locale, salendo però dell'1,34%1 in sterline, sulla scia della perdurante debolezza della valuta rispetto al dollaro USA. Pur lasciando i tassi d'interesse invariati allo 0,5% nel corso della riunione del 21 settembre, il Federal Open Market Committee (FOMC) ha accennato alla possibilità di un rinvio dell'aumento alla riunione di dicembre, dopo le elezioni presidenziali statunitensi di novembre. La maggior parte dei settori azionari, salvo energia e servizi di pubblica utilità, distintisi per performance più soddisfacenti, non è riuscita a conservare i guadagni di agosto, in parte a causa di ripetute prese di beneficio nel corso del mese, in quanto la dinamica generata dal rialzo post-Brexit si è attenuata. Il sentiment di mercato nei confronti dell'energia è migliorato dopo che l'OPEC ha concordato di fare scendere la produzione intorno a 32,5-33 milioni di barili al giorno.

Nel Regno Unito, le modalità di uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea (UE) hanno dominato le discussioni a settembre, mentre le fazioni governative hanno riflettuto sui costi e i benefici legati a una Brexit "dura" rispetto a una "morbida". La volatilità degli indici azionari britannici è continuata per tutto il mese, alimentata dai temi macroeconomici generali. I titoli del greggio e dell'energia sono saliti sulla scia della notizia del taglio coordinato della produzione di petrolio concordato dall'OPEC nell'intento di sostenere i prezzi. Sul fronte macro, i dati economici hanno fornito alcuni segnali incoraggianti per l'economia britannica: a settembre, il PMI (Indice dei Responsabili degli Acquisti) ha indicato una crescente fiducia delle imprese britanniche, con aumenti dei volumi di servizi e nuove attività dopo i cali di agosto. L'incremento del 7,6% del prezzo di materiali e carburanti acquistati dalle società dall'inizio dell'anno ad agosto, ha tuttavia evidenziato le crescenti pressioni sul fronte dei prezzi per le imprese nazionali. Un sondaggio condotto dalla Federation of Small Businesses ha dimostrato un calo della fiducia delle piccole imprese per il terzo trimestre consecutivo. Alla fine di settembre, la Bank of England ha dato inizio al programma di acquisto di obbligazioni societarie, nell'ambito del suo pacchetto di stimoli più ampio per i prossimi 18 mesi.

A settembre, i mercati azionari europei sono rimasti sostanzialmente invariati, dopo due mesi di aumenti consecutivi. La Banca Centrale Europea (BCE) non ha modificato il proprio pacchetto di stimoli questo mese, ma ha ribadito che il quantitative easing continuerà sino a marzo 2017 “o anche oltre se necessario” per favorire la crescita. Sebbene a settembre la BCE abbia lievemente rivisto al ribasso le prospettive di crescita economica riferendosi a forze frenanti, i recenti dati macroeconomici si sono mantenuti resilienti, dimostrando che la ripresa economica della zona euro è rimasta sulla strada giusta. Gli indicatori dell'attività del settore privato, come per esempio il PMI di settembre, sono rimasti ampiamente al di sopra della soglia 50 (indicante un'espansione) e a luglio i prestiti bancari alle imprese sono aumentati dell'1,9% (la percentuale maggiore da ottobre 2011), segnalando che la regione sta resistendo bene ai rischi esterni. A settembre l'inflazione headline è salita allo 0,4%, toccando il livello più elevato dalla fine del 2014, mentre l'inflazione core (che esclude energia e generi alimentari) è rimasta costante allo 0,8%.

In Asia, i mercati azionari hanno chiuso settembre con una dinamica positiva intatta, seppure con una certa volatilità imputabile ai segnali contrastanti trasmessi dagli annunci di politica monetaria delle banche centrali dei mercati sviluppati. Sono state inoltre osservate notevoli divergenze a livello di performance regionali, con Hong Kong e Taiwan protagoniste dei rialzi più consistenti. I timori per la salute dell'economia cinese hanno continuato ad attenuarsi, grazie a dati economici pari o superiori alle attese. I dati relativi al consumo sono stati robusti, come attestato dall'incremento del 27% su base annua delle vendite dei veicoli per passeggeri. Sono inoltre emersi segnali indicanti che i problemi di eccesso di capacità sono stati affrontati, mentre la crescita dei profitti industriali del 20% su base annua registrata ad agosto ha sostenuto un miglioramento delle prospettive per gli utili. Durante la seconda metà di settembre, il mercato azionario e la valuta dell'Australia hanno beneficiato di un rimbalzo dei prezzi delle materie prime, mentre i mercati azionari dell'Asia sudorientale sono rimasti arretrati rispetto alla regione in generale.

I mercati azionari emergenti sono saliti a settembre, traendo profitto dall'aumento dei prezzi delle materie prime e dalla prudenza della Fed. Sebbene i mercati finanziari abbiano inizialmente espresso delusione, dopo che la BCE ha smorzato le speranze di nuovi stimoli per la zona euro, il sentiment è migliorato a seguito della comunicazione di alcuni incoraggianti dati economici cinesi. A settembre la regione EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) è stata protagonista delle performance migliori, con i rendimenti rafforzati dagli ottimi andamenti dei mercati azionari di Sudafrica e Russia. L'Asia emergente ha anch'essa registrato rialzi azionari, nonostante la debolezza nelle Filippine e in Thailandia. L'America Latina è rimasta arretrata, poiché le incertezze in merito alle imminenti elezioni presidenziali statunitensi hanno gravato sulla fiducia nei confronti del Messico. Per contro, la performance delle azioni in Brasile è stata più stabile, dato che la nuova amministrazione ha continuato a compiere progressi nella gestione dei problemi fiscali del paese e la banca centrale ha annunciato che potrebbe cominciare ad allentare la politica monetaria qualora il tasso d'inflazione scendesse verso l'obiettivo del 4,5%. I settori più brillanti nei mercati emergenti sono stati tecnologia ed energia, mentre quello dei servizi di pubblica utilità è stato il peggiore.

1Dati tratti da Datastream; i rendimenti totali indicati sono in sterline.

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